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    Una collezione di livello mondiale

    A partire dall'autunno del 2022, centinaia di articoli, facenti parte di una collezione di moda svedese, unica nel suo genere, sono passati sotto il martello di Bukowskis. La casa d'aste svedese è ora in procinto di presentare l'ultima parte della collezione, che ha in serbo gli articoli migliori, tra cui una Kelly Himalaya di Hermès e una giacca “Camelia” di Chanel.

    Dopo una serie di aste a tema svoltesi nell'autunno del 2022 e una sfilata a Parigi, L’asta di Bukowskis A life - A private collection of fashion, si conclude con l'esposizione al pubblico presso il parco Berzelii di Stoccolma prima dell'asta conclusiva online prevista per il 26 marzo.

    La collezione, inizialmente composta da 1.500 oggetti, è la più completa e pregiata mai venduta all'asta in Svezia. Nel catalogo, che ora comprende 500 pezzi, fra i migliori della collezione, troviamo una meravigliosa borsa Hermès Kelly Himalaya, una giacca unica "Camelia" di Chanel e una selezione di pret-à-porter di iconiche case di moda come Yves Saint Laurent e Prada.

    Gli oggetti, di altissima qualità, sono stati selezionati accuratamente da una collezionista devota che possedeva un gusto elegante e si accontentava solamente del meglio. La collezione, composta da borse, accessori e capi esclusivi, è di livello mondiale e include oggetti raramente visti in Svezia. Una parte della collezione, che contiene capi iconici di molte case di moda francesi, è stata presentata a Parigi, indiscussa capitale della moda capace di attirare clienti da tutto il mondo.


    La collezionista svedese Anna Alexandersson, era nota tra le maggiori case di moda perché faceva ordini speciali direttamente dalla passerella. Il modo in cui si prendeva cura degli acquisti dimostrava grande rispetto e conoscenza del settore. Questa eccezionale collezione oltre ad essere ben assortita include le scatole originali degli oggetti.

    “È da tanti anni che lavoriamo nel settore moda per Bukowskis, ma non abbiamo mai visto nulla di simile in questa categoria. Questa è una collezione di livello mondiale”, afferma Johanna Fock, specialista della moda presso Bukowskis.

    La collezione contiene numerosi oggetti esclusivi che raramente raggiungono il mercato svedese. Ecco alcuni pezzi salienti che saranno messi all'asta il prossimo fine settimana.

    Tra i pezzi forti troviamo questa rarissima giacca Chanel "Camelia" del 2019. Questo capospalla è stato prodotto in un numero limitato, il che spiega il suo impressionante prezzo di partenza di SEK 250.000 (22.280 Euro circa).

    Il fiore della camelia è il simbolo intramontabile della maison francese. La leggenda narra che questo fiore abbia suscitato un primo interesse in Gabrielle Chanel quando, da adolescente, assistette alla rappresentazione teatrale de La signora delle camelie di Alexander Dumas. Diversi anni dopo, il suo amante Arthur Capel detto “Boy” le regalò un mazzo di camelie, riaccendendo il suo amore per il fiore. La camelia realizzata con vari tipi di materiali, per esempio perle e seta, è apparsa in quasi tutte le collezioni di Chanel a partire dal 1920.

    Altro oggetto spettacolare di Chanel è la famosa "Bird Cage Bag" dell'autunno 2020 disegnata dal direttore creativo Virginie Viard. La borsa in edizione limitata presenta una custodia con coulisse in pelle di agnello, la porticina della gabbia è decorata con due piccoli uccelli, mentre intorno alla gabbia sono incastonate delle perle, icone del brand, e il logo con le doppie C intrecciate.

    Questa fantastica Kelly Himalaya di Hermès del 2014 è l’oggetto con il prezzo di partenza più alto. La borsa, realizzata in coccodrillo Niloticus con finiture in palladio, è all'asta per l'incredibile cifra di 1,2-1,5 milioni di corone svedesi (circa 111,600 Euro).


    Il catalogo propone anche una ricca selezione di pret-à-porter che include marchi come Prada, Gucci, Céline e Balenciaga. Fra gli altri spicca un set di Prada composto da pantaloni e top in un bellissimo tessuto blu ghiaccio con ricami di strass.

    La collezione di Anna Alexandersson include una vasta varietà di capispalla di marchi come Christian Dior, Marc Jacobs, Miu Miu, Oscar de la Renta e Lanvin. Inoltre, sono presenti anche capi del brand francese Yves Saint Laurent, tra cui questo cappotto in vacchetta color leopardo.

    Il catalogo include anche borse e accessori più accessibili come la Fendi Baguette. La variante qui proposta è in paillettes con dettagli in pelle bianca. L’asta include anche una versione con paillettes, ricami di perle e dettagli in cavallino e metallo color argento, e una versione ricamata di perle con dettagli a scacchiera e finiture color oro.

    L'esposizione di Bukowskis A life - A private collection of fashion al Berzelii Park 1 a Stoccolma si terrà tra il 17 e il 21 marzo, mentre la vendita sarà esclusivamente online dal 15 al 26 marzo.

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    Gran Finale a Colonia

    Focus su una spettacolare serie di aste, in cui le sessioni di arte moderna e contemporanea presentano solo i grandi maestri. Pissarro, Ernst, Beckman, Warhol... Preparatevi per un gran finale d'anno.

    La migliore arte asiatica, in calendario l’11 dicembre alla casa d'aste di Colonia Lempertz, darà l'addio dalla stagione 2021. Dal 3 al 4 dicembre, i collezionisti avranno l'opportunità di fare offerte sia per opere d'arte moderna che contemporanea durante una vendita diurna e una vendita serale.

    Se l’arte moderna è equamente rappresentata dai maestri francesi e tedeschi, i lotti più prestigiosi di arte contemporanea propongono i grandi nomi d’Oltreatlantico.

    L'offerta di arte moderna è capitanata da un'opera tarda di Camille Pissarro. Verger à Varengeville avec vache (Un clos à Varengeville) è stato realizzato nel 1899, quando Pissarro trascorse il mese di settembre nel villaggio di Varengeville sulla costa normanna, dipingendo il paesaggio immerso nella luce del sole di fine estate. Qui ha potuto lavorare in mezzo alla natura, cosa che gli era possibile solo con temperature miti a causa di un problema alla vista. Quando faceva freddo invece, portava il cavalletto vicino alle finestre delle camere d'albergo ai piani più alti, motivo per cui le sue vedute di Parigi, che dipinse anche nell'anno in cui quest'opera è stata realizzata, sembrano quasi delle vedute a volo d'uccello.


    Viene da chiedersi se anche August Macke ammirò questo dipinto di Pissarro nel 1908 quando, visitando per la seconda volta Parigi, scoprì gli Impressionisti. Macke, insieme alla futura fidanzata Elisabeth Gerhardt, visitò la galleria Bernheim-Jeune, che aveva acquistato il dipinto nel 1905. L'Impressionismo ha influenzato l'opera del giovane Macke, come testimonia il dipinto Sonniger Garten, che ritrae Elisabeth immersa nel verde del giardino dei suoi genitori a Monaco di Baviera.

    Un'altra opera giovanile di un importante rappresentante del modernismo tedesco è Die Straße (La strada) di Max Beckmann del 1911, che ci porta dai giardini illuminati dal sole al grigiore squallido di una strada cittadina fiancheggiata da edifici. La dedica "HBSL" nell'angolo in basso a destra significa "Herr Beckmann seiner Liebsten" (Il signor Beckmann per la sua amata), e si riferisce alla moglie dell'artista, Minna.

    Max Ernst, invece, si dedicò al cosmo di simboli e motivi familiari più volte utilizzati nel 1954 quando dipinse Flaneurs (Les enfants de la Huchette). Le teste di uccelli delle figure rappresentate sulla tela probabilmente si rifanno all'"alter ego" di Ernst, che unisce l'uccello "Loplop" con la mitologia Hopi dei nativi americani, cultura che l'artista ha avuto modo di conoscere durante il suo esilio in Arizona.

    Per quanto riguarda le sculture, tra i pezzi in offerta più prestigiosi, segnaliamo le creazioni di Ernst Barlach e Renée Sintenis. Se Der singende Mann (1928) è una delle sculture più ricercate dell'espressionismo tedesco, l'affascinante Großes stehendes Fohlen (Grande puledro in piedi) di Sintenis incanta con la sua altezza quasi a grandezza naturale di 102 cm.
    Renée Sintenis, Großes stehendes Fohlen, 1932, bronzo, H 102 cm, firmato e datato, timbro di fonderia.

    Queste opere hanno due punti in comune: da un lato sono state realizzate con un calco raro durante la vita dell'artista, e dall'altro sono state prodotte entrambe nella fonderia H. Noack a Berlino-Friedenau.

    Fra i lotti salienti in catalogo spiccano anche i pezzi firmati da Max Pechstein, Maurice de Vlaminck, André Derain, Lovis Corinth, Willi Baumeister, Emil Nolde, Ewald Mataré e Georg Tappert.

    Tra le aste d'arte contemporanea, gli appassionati potranno trovare opere di Emil Schumacher, John Armleder, Günter Fruhtrunk, A.R. Penck, Joseph Kosuth, Anselm Kiefer e gli entusiasmanti seguenti artisti.

    Con le sue serigrafie di ritratti, Andy Warhol si assicurò che la ritrattistica tornasse ad essere socialmente accettabile nel Dopoguerra, epoca caratterizzata da una pittura non rappresentativa. Warhol ha ritratto sia personaggi famosi che sconosciuti. Se l'identità della signora B qui raffigurata rimane anonima, il nome del cane invece viene svelato: Yucca. Lo stesso Warhol era l'orgoglioso proprietario dei due bassotti Amos e Archie. Quest'ultimo lo accompagnò anche allo Studio 54 negli anni '70.

    Mentre Andy Warhol lanciava i suoi famosi ritratti negli anni 60, Gotthard Graubner iniziava a sperimentare con il concetto del colore come oggetto in sé, e quindi non solo un mezzo per raggiungere uno scopo. Con Rufus (1992/1995) per esempio, l'attenzione è incentrata sul colore, l’artista infatti riesce a raggiungere la profondità ottica mediante il supporto di immagini tridimensionali.

    Strati di colore giallo-arancio si riversano sullo sfondo dipinto nei toni del grigio, che creano un effetto a specchio. Con questo dipinto astratto Gerhard Richter sembra riprendere la pittura a trompe l'œil.

    All'inizio degli anni 70, William Nelson Copley dipinse oggetti di uso quotidiano in larga scala su sfondi dai colori intensi, o in situazioni spaziali astratte. Uno di questi dipinti è Baby Bonnet. Per questo quadro Copley prende l’ispirazione da un catalogo di grandi magazzini datato 1902, dove la cuffia da bambino era in realtà un modello da donna.

    Ora diamo un'occhiata alla vendita d'arte asiatica dell'11 dicembre, che include arte cinese, tibetana, nepalese e giapponese.

    Innanzitutto vogliamo segnalare questo baule riccamente decorato proveniente dalla Cina e risalente al periodo Kangxi. Questo tipo di decorazione in lacca intagliata, che in Cina è conosciuta con il termine "kuancai”, in Europa prese il nome di "vernice coromandel", della costa indiana del Koromandel da dove le opere d'arte venivano spedite verso ovest.
    Figura grande e finemente lavorata di Avalokiteshvara Ekadashamukha, bronzo dorato, tibetano, XVIII secolo. Foto © Lempertz
    Figura grande e finemente lavorata di Avalokiteshvara Ekadashamukha, bronzo dorato, tibetano, XVIII secolo. Foto © Lempertz

    Il Bodhisattva Avalokiteshvara Ekadashamukha nella realtà ha undici teste e oltre mille braccia. Anche se questa figura in bronzo tibetano del XVIII secolo, per ovvie ragioni, non è stata raffigurata in modo strettamente veritiero, tuttavia colpisce per la grande attenzione ai dettagli e la raffinata doratura.

    Non dimenticate di segnare in calendario anche l'asta fotografica del 3 dicembre, che segnerà l'inizio di questa prestigiosa serie di aste.

    Tutte le vendite avranno luogo presso la casa d'aste Lempertz, Neumarkt 3, a Colonia. L'anteprima è prevista per il 27 novembre (arte e fotografia) ed il 4 dicembre (arte asiatica).

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    Arte antica, Design e Civiltà: il trio vincente

    Il primo dicembre troverete un notevole catalogo di 267 lotti che spaziano dal design di oggettistica mondiale, ad arazzi e dipinti antichi. Questa vendita imminente, grazie ai nomi di Niccolò Di Tommaso, Vautrin o Perriand, non potrebbe essere più promettente.

    La prossima vendita della casa d’aste Rossini preannuncia un dicembre eccezionale. Vi proponiamo una panoramica per scoprire alcuni lotti memorabili tra le diverse categorie di oggetti in mostra.
    Niccolò Di Tommaso e il suo atelier (seconda metà del XIV secolo), trittico raffigurante La Vergine col Bambino in trono tra due angeli e otto santi, attorniata dall'Adorazione dei Magi, dalla Crocifissione e dall'Annunciazione.

    Gli interessati potranno scoprire più di sessanta dipinti e disegni antichi, tra cui questo trittico dell’atelier di Niccolò Di Tommaso. Il pannello centrale rappresenta La Vergine con il Bambino, il pannello di sinistra rappresenta L'Adorazione dei Magi mentre quello di destra La Crocifissione e l'Annunciazione. Questo trittico fa parte dell’impressionante serie di opere religiose realizzate da Niccolò Di Tommaso, artista facente parte dei cosiddetti "primitivi italiani", fu attivo dal 1343 al 1376 circa, e lavorò a Firenze, Napoli e Pistoia.

    Molte opere dell’artista sono esposte in vari musei in giro per il mondo, una delle sue opere più conosciute, Sant'Antonio Abate (1371), è conservata al Museo di San Martino a Napoli. Lo stile di Niccolò di Tommaso è simile a quello dei suoi contemporanei, ma si distingue per la morbidezza dei suoi volti e l'eleganza del suo disegno. Questo trittico è un'altra opera eseguita da questo grande pittore.

    Tra le arti decorative del Novecento, cattura l'attenzione un trio di oggetti firmati Line Vautrin. Line Vautrin è un nome fondamentale del design francese: soprannominata la "poetessa del metallo", iniziò creando numerosi oggetti e gioielli in bronzo, per poi acquisire una certa fama grazie all'Esposizione Universale del 1937 a Parigi, dove fece scalpore.

    Negli anni sessanta Line Vautrin inventò anche il Talosel, un materiale plastico che sembra metallo invecchiato, che l’artista utilizzerà per realizzare molte delle sue creazioni. In questa vendita verrà presentato uno specchio "Chardon" in Talosel giallo, che si allinea perfettamente ai suoi famosi "specchi da strega" circolari ornati di punte. Gli appassionati del lavoro di questa artista, oltre allo specchio iconico, potranno apprezzare anche un portacipria quadrangolare e la collana "Gocce di miele" in Talose a cinque file.

    Un'altra grande figura del design francese del XX secolo, Charlotte Perriand ha creato molti oggetti di arredo moderno, sfruttando il suo duplice ruolo di architetto e designer. Grazie alla sua padronanza dello spazio e del design, ha plasmato il panorama del mobile francese moderno, lavorando al fianco di grandi nomi come Le Corbusier e Jeanneret. Questo sgabello treppiede Berger (numero 524 nel libro di riferimento dell'artista) in legno di pero smaltato stupisce per la sua elegante semplicità, caratteristica del lavoro di Charlotte Perriand.


    Charlotte Perriand ha trascorso parte della sua vita in Giappone, il che ha fortemente influenzato la sua carriera. Il Giappone fa giustamente parte di questa vendita, che fra gli oggetti provenienti da tutto il mondo, propone un armatura giapponese del periodo Edo (1603-1868). Questa straordinaria armatura è composta da molti elementi: un kabuto (elmo tradizionale dei samurai) e il suo mempo, una corazza e delle protezioni per le braccia, le cosce e per le parti inferiori delle gambe.

    Lasciate soffermare il vostro sguardo su questa armatura per coglierne tutta la ricchezza. Forgiata in ferro, presenta parti laccate, intarsiate d'argento e ornate in seta, l'armatura è inoltre impreziosita da minuziose decorazioni sparse: fiori di sakura, una fenice, draghi... è impossibile riportare ogni dettaglio. Questo lotto comprende anche due lance, un fukuroyari firmato Nobukatsu, uno yarisaya per jumonjiyari, e un un utsubo (arco corto) con le sue frecce.

    Molti lotti provengono dall'Asia e dall'Africa, altri ancora appartengono all'arte ottomana. È il caso di questo astrolabio in ottone indo-persiano (metà del XVII secolo d.C.) nello stile di Ḍiyā 'al-DīnMuḥammad di Lahore, probabilmente eseguito da un assistente nella sua bottega. Quasi cinquanta astrolabi sono stati attribuiti a questo grande costruttore dotato di approfondite conoscenze astronomiche e matematiche, che ha anche espresso un gusto per la trama intricata, come si può vedere da un dettaglio visibile su uno dei timpani di questo elaborato astrolabio

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    Lusso da amare

    Questa vendita entusiasmante presenta una vasta gamma di moda e accessori, dalle borse Hermès Birkin ai gioielli di proprietà di Elizabeth Taylor.

    Appena in tempo per le festività natalizie, il 5 dicembre, Heritage Auctions ospiterà una vendita di gioielli, orologi e accessori di lusso. 315 lotti delle migliori marche, tra cui Hermès, Chanel, Louis Vuitton, Valentino, Dior e Gucci.

    Fra gli oggetti di lusso vi segnaliamo questi tesori da non perdere:
    Hermès ordine speciale a ferro di cavallo 30cm Grigio Tortora & Grigio Elefante, borsa Birkin in Coccodrillo Porosus con hardware in oro.

    La Hermès Birkin Bag è probabilmente la borsa più iconica del mondo, nonché la più ambita. Ordinare una Birkin direttamente da Hermès è un processo talmente esclusivo che ne fa crescere significativamente il valore sul mercato dell'usato, rendendolo uno dei più grandi investimenti nel campo della moda. Fra i pezzi più importanti di questa vendita, che presenta circa 30 Birkin in diversi colori e materiali, segnaliamo questo ordine speciale a ferro di cavallo 30cm Grigio Tortora e Grigio Elefante in Coccodrillo Porosus, con hardware in oro.

    Fondato nel 1879, Rosenthal è un marchio di porcellane tedesco noto per le sue collaborazioni con artisti moderni e marchi di moda. La collaborazione con Versace ha prodotto un set da tavolo decorato con l’iconico blasone simbolo della casa di moda. La collezione intitolata "Les Tresors de la Mer" presenta 87 pezzi di stoviglie e servizi da caffè e tè decorati con motivi ispirati al mare.

    Louis Vuitton per Fornasetti è un'altra collaborazione presente in questa vendita, che propone una borsa tête in pelle rossa e bianca della collezione Louis Vuitton autunno/inverno 2021. Entrambi i lati della borsa raffigurano un profilo di statua greco-romana, caratteristico del design di Fornasetti, impreziosito da una finitura in tela con il monogramma di Louis Vuitton.

    Coco Chanel una volta disse: "Il pizzo è una delle imitazioni più meravigliose della natura. Ma le perle sono perfette per ogni occasione". Sinonimo dello stile classico chic, Chanel è sempre stata fotografata mentre sfoggiava le sue collane di perle. Questo girocollo Chanel vintage barocco multifilo con hardware in oro, presenta cinque file di perle finte e una chiusura a gancio regolabile; un'aggiunta elegante adatta a qualsiasi look da vacanza.

    Questa iconica borsa fu resa famosa dalla Principessa Diana, che la indossò per prima nel 1995, dopo averla ricevuta in regalo dalla First lady francese. Successivamente è stata ribattezzata Lady Dior in suo onore. La borsa, disponibile in pelle di agnello trapuntata Cannage rosa con hardware in argento, è impreziosita da ciondoli con le fascinose lettere Dior.

    Un tempo appartenuti a Elizabeth Taylor, questo set di Valentino, composto da un bracciale in oro e cristalli e da un paio di orecchini di perle a clip è opulento e accattivante. Il set è stato acquistato dall’attuale mittente nel 2011, quando Christie's mise all’asta la Elizabeth Taylor Collection.

Work: Crafting sponsored articles (advertorials) for Barnebys, an online portal for art, antiques and collectables.

Language: Italian

Client: Unilever

Work: Writing CEO-focused advertorials to promote Unilever's products in the italian market.

Language: Italian

Client: Raffaella Soffiantini

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    Creare arte o semplicemente osservarla e goderne la bellezza, non è soltanto un'attività rilassante e stimolante ma anche terapeutica.

    Ricerche cliniche hanno dimostrato che i benefici dell'espressione artistica vanno ben oltre l’intrattenimento e il divertimento. Gli studi infatti suggeriscono che l’impiego dell’arte come terapia può essere molto prezioso nel trattamento di problemi come depressione, ansia, dipendenze, disturbi da stress o eventi traumatici. Miglioramento del controllo emotivo e dell’autostima, oltre che del coordinamento e dell’equilibrio del corpo. L’arte è un ottimo modo per esprimere le emozioni senza parole, elaborare sentimenti complessi e trovare sollievo.

    Arte terapia nella medicina palliativa.
    Il termine “palliativo” deriva dal latino “pallium” che significa “mantello, protezione”. L’utilizzo della medicina palliativa risale agli anni 60, quando in Inghilterra si è iniziato ad usare questo approccio olistico con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei malati, attraverso la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza, fisica, psicologica e spirituale. La medicina palliativa non è rivolta solo al soggetto malato ma anche alla sua famiglia, o a coloro che si prendono cura del malato.

    Secondo l’Art Therapy Association (AATA) l’impiego dell’arte come medicina palliativa serve a "migliorare le funzioni cognitive e sensomotorie, favorire l'autostima e l'autoconsapevolezza, coltivare la resilienza emotiva, promuovere la comprensione, migliorare le abilità sociali, ridurre e risolvere conflitti e angoscia, e promuovere il cambiamento sociale.” Quindi l’arte figurativa come terapia palliativa per migliorare il benessere fisico, mentale ed emotivo.

    L'arteterapia nella psicoterapia
    L'arteterapia utilizza la produzione artistica per migliorare il rapporto tra terapeuta e paziente, aiutando il paziente a dare una forma simbolica ai suoi pensieri.

    Per coloro che desiderano sperimentare gli effetti benefici dell’arteterapia, ci sono tante semplici attività che è possibile fare (anche senza l’aiuto di un terapeuta) come tenere un diario artistico, disegnare, dipingere, creare collage, scolpire con l'argilla, ecc. Non importa quale forma d’arte si sceglie, l’importante è sentirsi a proprio agio con quella specifica tecnica.

    L’arteterapia è adatta per chiunque si senta oppresso dal mondo frenetico in cui viviamo. Creare arte dà la possibilità di rallentare, prendersi tempo per sé, e se ce la sentiamo, anche esplorare eventuali problemi che ci affliggono. L'arteterapia migliora la salute mentale delle persone che hanno a che fare con dipendenze, ansia, disturbi dell'attenzione, dolore, lutto, demenza, depressione, disturbi alimentari, malattie fisiche, disturbi da stress post traumatico, traumi, problemi di relazione e molto altro.

    Creare arte stimola il rilascio di dopamina.
    Gli studi dimostrano che la creazione artistica stimola il rilascio di dopamina. Questa sostanza chimica viene rilasciata quando facciamo qualcosa di piacevole che ci rende felici. Alti livelli di dopamina sono utili per combattere ansia e depressione.

    Per sperimentare i benefici dell’arte sull’umore non c'è bisogno di essere un artista di talento. Gli esseri umani hanno una creatività innata, l’unica regola da seguire quando si produce un lavoro artistico è quella di essere se stessi e assecondare le proprie emozioni. Una volta liberata la propria creatività, si risveglierà anche il nostro artista interiore.

    I benefici dell’arte e delle installazioni artistiche negli ospedali.
    Il volume The Healing Arts spiega come l'ospedale di Chelsea and Westminster di Londra ha utilizzato l'arte visiva e le performance artistiche negli ultimi 25 anni per aiutare a migliorare il benessere delle persone che frequentano l’ospedale inclusi pazienti, visitatori e personale ospedaliero.

    Secondo la ricerca effettuata dal CW Hospital collocare l'arte nella struttura sanitaria ha migliorato il benessere dei pazienti, ha ridotto le degenze ospedaliere, ha contribuito ad alleviare gli stati d'ansia, le sindromi depressive e la gestione del dolore.

    Questo studio inoltre ha prodotto alcuni dati e statistiche sull'effetto dell’arte nei reparti ospedalieri:

    il travaglio per la nascita di un bambino si riduce di circa due ore.

    I livelli di cortisolo (ormone responsabile dello stress e dei sintomi depressivi) nei pazienti trattati con chemioterapia diminuiscono di un terzo.

    E’ stato somministrato meno anestetico durante gli interventi chirurgici.

    Le degenze ospedaliere sono state in media di un giorno più brevi.


    La combinazione di interior design e arte per alleviare la vita dei pazienti di cancro.
    Il Guy's Hospital di Londra ha commissionato allo studio d’interior design Between Art and Technology (BAT) la creazione di una stanza relax per i malati di cancro che assomiglia ad un'installazione d’arte multimediale. La stanza, completa di paesaggi sonori e di mobili naturali, aiuta il visitatore ad immergersi in una dimensione sonora di un paese a sua scelta, gli audio infatti utilizzano una tecnologia che si collega alle informazioni meteorologiche mondiali in tempo reale.

    Questa installazione ha lo scopo di migliorare il benessere mentale dei pazienti e dei loro familiari, aiutandoli a sfuggire mentalmente dall'ambiente asettico ospedaliero attraverso l’uso dell’ immaginazione.

    Il punto di vista delle istituzioni.
    L’ Organizzazione mondiale della sanità, non ha dubbi; le prove scientifiche dimostrano che le arti possono essere utilizzate come mezzo per promuovere la salute, prevenire le malattie, e trattare la gestione di numerose patologie.

    Alla luce di queste scoperte, un numero crescente di governi europei sta introducendo politiche per sostenere e incoraggiare l'uso della cultura come medicina. in Svizzera per esempio, la Città di Lugano nel 2020 ha lanciato il progetto cultura e salute in collaborazione con la Fondazione IBSA per l’impiego delle arti visive e performative nei luoghi di cura, volte ad accrescere il benessere dei pazienti, e ad alleviare la sofferenza emotiva di chi si trova in una situazione di difficoltà.

    MASI Lugano, Museo d’arte della Svizzera italiana collabora con IBSA Foundation per promuovere la cultura scientifica all’interno di un percorso di ricerca internazionale su Scienza e Arte.

    L’esperienza personale di Raffaella Soffiantini.
    Raffaella Soffiantini si avvicinò al mondo dell’arte durante un ricovero ospedaliero. La struttura sanitaria presso la quale era ricoverata la incoraggiò ad utilizzare le arti figurative come metodo per alleviare i dolori e per trovare un po' di serenità dopo l’intervento chirurgico.

    Il complesso lavoro che ha portato Raffaella a creare la scultura Autoritratto è stato un percorso individuale ed intimo, che l'ha smossa talmente tanto a livello interiore da diventare una vera e propria esperienza introspettiva.

    “Dipingere mi aiuta a contenere l’ansia, a respirare in modo più profondo e in generale ad abbassare lo stato di tensione a livello muscolare. Sono felice di aver scoperto questo mondo artistico, che oltre a farmi bene in termini di salute mi piace molto e mi dà grandi soddisfazioni.” R.S.

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    Quando eri giovane, quali erano le passioni, gli interessi o gli eventi che hanno contribuito a plasmare la tua personalità?
    Il mondo della ginnastica ritmica ha svolto un ruolo fondamentale nella mia vita. La combinazione di movimento, musica, coreografie e l'utilizzo di piccoli attrezzi crea una forma d'arte straordinaria che ho praticato con passione per oltre un decennio. Nei momenti di tempo libero, ricordo che dedicavo ore a creare forme; “pasticciavo” con vari materiali come fogli, carta e colori, sperimentavo con acquerelli, pastelli e utilizzavo qualsiasi mezzo per esprimere la mia creatività.

    La ginnastica ritmica ha svolto un ruolo fondamentale per Raffaella Soffiantini

    C'è stato un momento o un episodio specifico nella tua vita che hai identificato come il catalizzatore per la tua svolta artistica? Un momento “Eureka” che ti ha cambiato la vita?

    Il momento in cui ho riscoperto la passione per il disegno e la pittura è stato durante un corso di Arte terapia in ospedale per una lunga riabilitazione. È stato come se si fosse aperto un portale verso un nuovo mondo creativo. Ho avuto questo momento d’illuminazione nel 2017, e da allora non ho mai smesso di dipingere. Anche il passaggio dalla carta alla tela è stato molto rapido, tanto che oggi la pittura è una parte essenziale della mia vita, parallelamente al disegno, alla ceramica e alla scultura.

    Quali sono le principali fonti di ispirazione per le tue opere artistiche?

    Mi lascio trasportare dall'istinto e dalle emozioni del momento. Non ho un'idea chiara del risultato finale quando inizio un'opera; piuttosto, seguo il flusso creativo e mi immergo nella ricerca dell'armonia, sia nelle forme che nei colori. Il mio processo è molto dinamico, in quanto dipingo principalmente in piedi e mi sposto spesso. Questo mi fa sentire come se stessi danzando mentre lavoro, poiché c'è una sorta di musica interna che mi guida lungo il percorso creativo.

    Puoi descrivere il tuo processo creativo, dall'idea iniziale all'opera finita?
    Le principali fonti d'ispirazione le trovo dentro di me. Soprattutto durante momenti di meditazione e relax, mi immergo nei miei pensieri, cercando di ascoltare il mio corpo e le emozioni del momento. Da questa introspezione, emergono colori e forme che riesco a trasferire sulla tela. Seguo il flusso creativo senza preconcetti, accogliendo ciò che arriva spontaneamente.
    Inoltre, prendo ampiamente spunto dalla natura. Negli anni ho imparato ad osservare la natura con maggiore attenzione, la bellezza e l'armonia che trovo in essa spesso si riflette nei miei lavori artistici.
    In misura minore, traggo ispirazione anche dalle esperienze altrui, o da eventi che mi colpiscono; questo tipo d’ispirazione creativa riguarda principalmente il disegno.

    Quali sono le principali fonti di ispirazione per le tue opere artistiche?
    Da quando ho iniziato a fare scultura, ho sviluppato un apprezzamento per la tridimensionalità che ha influito notevolmente sulla mia pittura. Nei miei dipinti, sento la necessità di conferire una certa consistenza, quasi una forma tridimensionale. Per raggiungere questo obiettivo aggiungo “materia” alla pittura, come paste modellanti o gesso acrilico, a seconda del risultato che desidero ottenere. Spesso, alla mia pittura aggiungo anche oggetti simbolici come chiavi, porte, aperture e portali, poiché evocano concetti di nuovi mondi e passaggi. Ho dedicato tutto il 2023 alla combinazione tra pittura e tessuti, partendo da stoffe bianche che ho modellato e infine colorato.

    Qual è il messaggio o il tema principale che cerchi di comunicare attraverso il lavoro?
    Il messaggio più importante è che non dobbiamo mai arrenderci di fronte alle difficoltà, possiamo sempre trovare dentro di noi la forza per ricominciare. Quindi un messaggio positivo.

    Oltre a questo messaggio centrale, vi sono numerosi altri temi che emergono nei miei lavori, in particolare riguardo alla salute e al benessere. I titoli dei miei quadri riflettono il mio percorso di crescita personale, i vari passaggi che ho compiuto nell'avvicinarmi al mondo olistico, alla medicina alternativa e alla ricerca di una maggiore spiritualità. Questo è un processo in continua evoluzione che richiede anni di impegno, e che si riflette nella mia vita e nella mia arte.

    Hai mai affrontato blocchi creativi? Se si, come li superi?
    Ho avuto qualche piccolo blocco creativo. Comunque, quando non dipingo vivo serenamente aspettando che le condizioni favorevoli per la mia creatività ritornino.
    Ci puoi dire qual è secondo te, la tua opera più significativa o iconica? Che storia c'è dietro di essa?
    Una delle opere più significative che ho realizzato è stata esposta a Lugano nel settembre 2019 e successivamente acquistata da un mio conoscente. Quest'opera presentava una chiave come elemento peculiare, posizionata su uno sfondo rosso e multicolore, rendendo il dipinto molto particolare. Quando l'acquirente mi ha chiesto il significato dell'opera e il messaggio che volevo trasmettere, ho spiegato: 'Il quadro ricorda a chi lo osserva la necessità di tenere molte porte aperte e avere la chiave giusta al momento giusto per aprire almeno una di queste porte'. Ricorderò sempre quando, qualche mese dopo aver venduto il quadro, il compratore mi ha detto: 'Grazie Raffaella, non so come ringraziarti. Quel dipinto ha cambiato la mia vita e mi ha permesso di realizzare il mio sogno, cambiando lavoro’.


    Ti sei mai stupita o meravigliata delle reazioni che il tuo pubblico ha quando ammira un tuo lavoro?
    Adoro osservare le persone che si avvicinano per la prima volta ai miei lavori. Trovo particolarmente gratificante quando noto qualcuno che si ferma, prende il suo tempo, preferibilmente in silenzio, e resta lì per un po'. Molte volte posso percepire una connessione speciale che si instaura tra il quadro e l'osservatore attento.


    Come vedi il tuo ruolo nell'ambito del panorama artistico attuale? e quali sono le sfide che affronti come artista?
    Mi piace considerarmi un’artista emergente e spero di continuare su questa strada. Riguardo ai miei obiettivi, come ogni artista, sarebbe un grande onore per me esporre un giorno in qualche Biennale, come quella di Venezia per esempio, oppure vincere un concorso artistico prestigioso.

    Qual è stato il momento più memorabile nella tua carriera artistica finora?
    Penso che debba ancora arrivare.

    Ci sono delle tendenze artistiche contemporanee che ti affascinano o che ritieni particolarmente interessanti?
    Ho un’insaziabile sete di conoscenza, quindi tutto mi incuriosisce. Sono affascinata sia dai movimenti artistici passati che da quelli attuali, osservo tutto e prendo spunto da tutto. Le mie fonti d'ispirazione spesso scaturiscono dai colori che vedo, dall'architettura delle città, dalla fotografia e da molte altre fonti. Non esistono limiti alla mia creatività.

    Quali sono i progetti futuri su cui stai lavorando o che sogni di realizzare?
    Uno dei progetti più significativi che sto attualmente portando avanti è la trasposizione dei miei disegni (realizzati su carta con una tecnica che ho sviluppato personalmente) su tela, preferibilmente di grandi dimensioni. Ho già avviato questo progetto su una tela di un metro per dieci metri. Questo progetto richiederà un impegno considerevole di tempo.
    Inoltre, sto lavorando ad un secondo progetto che prevede di combinare i miei disegni con la ceramica, trasformando così il disegno in un oggetto d'arte tridimensionale.

    Che consigli daresti ai giovani artisti che desiderano intraprendere una carriera nell'arte?
    Prima di tutto, è fondamentale iniziare senza farsi influenzare dalle opinioni altrui e senza dare troppo peso a ciò che gli altri dicono. Se si ha una passione, qualsiasi essa sia, dedicare tempo e impegno a essa è essenziale, senza mai arrendersi. È importante procedere con pazienza, facendo piccoli passi verso il raggiungimento degli obiettivi, affrontando la salita con determinazione e serenità.
    Il catalogo completo delle opere di Raffaella Soffiantini è disponibile a questo link.

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    Sei a corto di idee su come disporre le tue opere d'arte preferite? Ecco alcuni suggerimenti per creare gallerie, arrangiamenti simmetrici e display creativi. La nostra carrellata ha una soluzione per ogni spazio della tua casa.

    01. Valorizza il vano delle scale
    Le scale sono un luogo espositivo spesso dimenticato ma ricco di opportunità. Un ottimo modo per sfruttare lo spazio è scaglionare più dipinti su una pendenza regolare, in questo modo si potrà godere di una carrellata artistica mentre si salgono le scale. Per ravvivare il display consigliamo di aggiungere anche altri elementi come piante pendenti, ceramiche, oggetti artigianali o etnici, questi ornamenti aiutano a ravvivare l’esposizione.

    Quadri di grandi dimensioni sono ottimi per elevare lo status dell’atrio di case e appartamenti.

    02. Esposizione a griglia
    Classico metodo utilizzato spesso anche dai musei e’ l’esposizione a griglia. Per creare la simmetria si possono utilizzare dipinti con la stessa dimensione o forma, oppure abbinando opere con rappresentazioni o tecniche simili. Disporre una collezione d'arte a griglia stretta crea la sensazione visiva di un'opera unica. Questa idea è perfetta per riempire spazi ampi come il muro dietro al divano o al letto, in un ingresso o di fianco alle tende.

    03. Galleria con dipinti circolari
    I dipinti circolari sono apparsi per la prima volta nell'antica Grecia e continuano ad avere il loro spazio rilevante nell’arte contemporanea. Il cerchio simboleggia l'unità o la perfezione. Il quadro circolare puo’ essere abbinato a ceramiche o oggetti in raffia circolari per creare un'esposizione originale.

    04. Cornici appoggiate alle mensole
    Rendi la libreria più interessante alternando oggetti, libri, piante, quadri e stampe. Scegli quadri o stampe di dimensioni piccole e leggeri, questo look casual è facile da aggiornare in qualsiasi momento.

    05. Esposizione con quadri di dimensioni assortite
    E’ possibile creare un disply armonioso con quadri di diversa foggia e dimensione, l’importante è scegliere dipinti in colori coordinati, ed arredare il resto della stanza con tappeti e tende bianchi per dare risalto alla parete. Questo insieme dara’ la sensazione di opere che sono state collazionate nel tempo

    06. Disposizione asimmetrica
    Dimentica le regole dell’allineamento perfetto e crea un display innovativo. Invece di essere perfettamente allineata sulla parete, questa disposizione scentrata e asimmetrica crea un ambiente accogliente e amichevole.

    07. Installazioni dal pavimento al soffitto
    Anche in questo caso invitiamo a pensare fuori dagli schemi, chi l’ha detto che i quadri devono sempre essere appesi a livello degli occhi? Considera tutta la parete quando appendi i quadri, dallo zoccolo del muro fino al soffitto.

    08. Ogni spazio della casa è buono
    Sei tentato di ignorare un piccolo pezzo di muro, come quello sopra una sedia? le opere d'arte di dimensioni corrette possono essere un'ottima aggiunta ad un angolo anonimo della casa. I quadri abbinati ad una sedia, una panca o un tavolino rendono l’ambiente molto raffinato.

    09. I quadri appoggiati
    I quadri appoggiati alle pareti, sopra comò o armadietti possono evocare un'atmosfera rilassata ma comunque elegante. Questa è un'ottima opzione per chi è incline a frequenti ristrutturazioni o è regolarmente in movimento. I dipinti possono essere facilmente spostati in ogni momento. Un quadro lasciato lì quasi per caso da carattere all’ambiente.

    10. Il pezzo unico
    A volte quando si espone un opere d'arte less is more. Crea un look esclusivo con un unico pezzo appeso sotto una luce per quadri a basso wattaggio. Questo attira gli spettatori e mette in mostra una foto o un dipinto amato.

    11. Alza l’esposizione in verticale
    Gioca con la forma della superficie del muro. Su una parete stretta, ad esempio, appendi le opere d’arte in verticale seguendo il telaio di una porta.

    12. Quadri piccoli
    Dai sfogo alla tua creatività, anche i quadri di piccole dimensioni possono dare dei risultati sorprendenti.

    13. Il quadro coordinato
    Un metodo classico per arredare la stanza è quello di coordinare la paletta dei colori del quadro con quella dell'arredamento o viceversa.

    14. Elimina la cornice
    Rinunciare alle cornici è più economico e rende l’apera più personale. Mostrare i dipinti al naturale, dona personalità e dà un tocco d’eleganza improvvisata alla stanza.

    Raffaella Soffiantini utilizza una tela di alta qualità e spessore, l'opera d’arte avvolge il telaio che pertanto non richiede la cornice. L’opera e’ completa anche se vista lateralmente, l'acquirente quindi compra un prodotto finito già pronto per essere appeso.

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    Sia l’arte che la musica hanno coesistito lungo tutta la storia, influenzandosi e ispirandosi reciprocamente. Entrambe hanno la capacità di comunicare con l'anima delle persone, superano le barriere linguistiche e culturali, solleticano le emozioni più profonde e usano un linguaggio universale che può essere compreso da chiunque, senza bisogno di spiegazioni.

    Molti pittori sono stati ispirati dalla musica nel corso della storia. Ecco un elenco di alcuni artisti moderni e contemporanei che hanno trovato ispirazione dalle composizioni musicali.

    Wassily Kandinsky (1866 - 1944)
    Kandinsky è spesso considerato uno dei pionieri dell'arte astratta e credeva che il colore e la forma potessero evocare emozioni simili alla musica. Ha creato molte opere d'arte ispirate a composizioni musicali. Mentre assisteva una rappresentazione dell'opera di Wagner "Lohengrin" Kandinsky ha dichiarato: "Ho visto tutti i miei colori nello spirito, davanti ai miei occhi. Davanti a me si delineavano linee selvagge, quasi folli”

    Marc Chagall (1887 - 1985)
    L'opera di Chagall spesso presenta scene oniriche e fantastiche piene di figure fluttuanti e animali. Un elemento ricorrente nell'arte di Chagall sono gli strumenti a corda; il violino per esempio evoca l'era gioiosa della sua infanzia trascorsa a Vitebsk, in Russia (ora Bielorussia), che all'epoca era prevalentemente ebraica. La musica del violino era sempre presente nelle feste e nella vita quotidiana degli abitanti del paese.

    Vincent van Gogh (1853 - 1890)
    Van Gogh aveva una forte connessione con la musica, infatti l’artista aveva anche preso lezioni di pianoforte a Eindhoven in Olanda, suo paese d’origine. Per comprendere meglio la gradazione dei toni, Van Gogh paragona la pittura alla musica, confrontava le note del pianoforte con il blu di Prussia e il verde scuro o l'ocra scuro con il cadmio brillante. In una lettera a suo fratello Theo scrisse: “Sono di nuovo come ero a Nuenen, quando ho fatto un vano tentativo di imparare la musica - già allora - ho sentito così forte la connessione tra il nostro colore e la musica di Wagner”

    Jackson Pollock (1912 - 1956)
    Le opere di Pollock, con le loro pitture a schizzo, sono spesso paragonate all'energia e alla spontaneità della musica jazz. Spesso ascoltava il jazz mentre lavorava sulla sua arte. Sebbene Pollock non fosse certo un tradizionalista nella sua arte, il suo gusto per il jazz era per i classici pionieri di New Orleans, le band swing e Billie Holiday.

    Piet Mondrian (1972 - 1944)
    Le opere geometriche astratte di questo artista olandese, con i loro colori primari e linee rette, sono spesso paragonate alla struttura e all'armonia della musica. Mondrian rimase affascinato dalla musica boogie-woogie il giorno in cui arrivò a New York nel 1940. Secondo lui il boogie-woogie distruggeva la melodia centrale della melodia come lui distruggeva l'apparenza naturale.

    Georgia O'Keeffe (1887 - 1986)
    Intorno al 1920 la pittrice americana Georgia O'Keeffe dipinse una serie di oli esplorando "l'idea che la musica potesse essere tradotta in qualcosa per l'occhio". In Blue and Green Music, i colori e le forme di O'Keeffe suggeriscono contemporaneamente il mondo naturale ed evocano l'esperienza del suono.

    Paul Klee (1879 - 1940)
    Klee era noto per la sua arte fantasiosa e immaginativa, spesso ispirata dalla musica e dall'idea di visualizzare il suono. Paul Klee si ispirò alla musica per tutta la sua vita: fu un abile violinista, un entusiasta amante dell'opera e dei concerti e un aspro critico musicale. Per molto tempo fu indeciso se diventare pittore o musicista.

    Salvador Dalí (1904 - 1989)
    Dalí è stato influenzato da una vasta gamma di forme d'arte, compresa la musica. Spesso incorporava strumenti musicali e simboli nelle sue opere surrealiste. Dalì non ritrae mai gli strumenti musicali nella loro forma naturale, sono sempre distorti in modo da esprimere disperazione o malinconia.

    Grace Slick (1939)
    Ex cantante dei Jefferson Airplane, l'artista americana Grace Slick, si è dedicata alla pittura dopo la sua carriera musicale. Le sue opere esplorano spesso temi legati alla musica, alla cultura pop e alle sue esperienze personali.

    Peter Max (1973)
    Artista americano di origine ebraico-tedesca che si ispirate alla cultura degli anni '60, in particolare all'arte psichedelica e alla pop art. Per l'artista il colore è associato al suono. Afferma di "sentire" i colori e "vedere" la musica. Max esprime direttamente il suo amore per la musica (in particolare il jazz) attraverso i suoi dipinti.

    Chris Levine (1960)
    Artista inglese noto per la sua collaborazione con artisti musicali come Massive Attack e Grace Jones, Levine esplora la relazione tra suono e luce. Utilizzando tecnologie innovative, crea installazioni interattive che traducono la musica in esperienze visive straordinarie. Levine è anche famoso per aver creato i ritratti della Regina Elisabetta II “Lightness of Being” e “Equanimity”.

    Raffaella Soffiantini
    Oltre ad essere una pittrice e scultrice, Raffaella Soffiantini è anche una disegnatrice. L’artista, dopo un evento traumatico, si è riaperta alla vita sentendo l’urgenza di creare disegni che sembrano sogni ad occhi aperti con accenti 'musicali'. Il dinamismo dei suoi lavori si rifà alle improvvisazioni jazz di ascendenza afroamericana dei bar di New Orleans (come il brano "Body and Soul," ad esempio), allo stile bebop di Charlie Parker e al più pacato Cool Jazz di Shorty Rogers.

    "Adoro ascoltare il sassofono perché mi regala vibrazioni intense. Quando disegno, cerco di ricreare le vibrazioni musicali nei colori con l'intento di creare armonia e bellezza interiori, più che a livello visivo" Raffaella Soffiantini.

Work: Crafting blog posts to enlighten readers about Soffiantini's artistry and explore various aspects of the art world.

Language: Italian/English

Client: Raffaella Soffiantini

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    In questa affascinante intervista, esploriamo il percorso di Galina Negruta, un viaggio che ci accompagna attraverso gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza, alla scoperta delle passioni, delle sfide e dell’amore per la scrittura e la poesia. Condividendo momenti cruciali e riflessioni profonde, Galina si apre e svela dettagli preziosi di una vita vissuta appieno.

    Iniziamo con la tua infanzia. Dove sei nata e come hai trascorso i primi anni di vita?
    Sono nata in un pittoresco paesino nel cuore del centro-nord della campagna moldava, circondato da natura incontaminata. La mia infanzia è stata molto felice. Sono cresciuta in un ambiente familiare sereno, ma anche difficile. In campagna c'era tanto lavoro da svolgere e ognuno aveva dei compiti ben precisi da portare a termine.

    Parlami della tua adolescenza. Chi è stata la tua figura di riferimento principale? e quali erano le attività o i passatempi che ti coinvolgevano di più?
    Ho vissuto la mia adolescenza molto intensamente. Mia sorella che studiava al Liceo Italo-Rumeno Dante Alighieri di Chisinau era il mio punto di riferimento. I miei interessi principali erano la lettura (amavo la poesia già da piccola!). Ero una lettrice accanita in rumeno. Mihai Eminescu rappresentava il mio idolo, tanto che cantavo le sue poesie. Il mio primo incontro con il mondo della lingua italiana avvenne nel 1996, quando mia sorella mi passò un vocabolario, lo Zingarelli, che aveva acquistato per una somma considerevole. Oltre alla letteratura amavo giocare a Basket Ball e cantare nel coro scolastico. Dopo la Scuola Media, mi sono diplomata in Gestione e Alimentazione Pubblica. Mi piace molto cucinare e divertirmi con gli amici e i miei familiari.

    Quando hai deciso di lasciare la Moldavia e quale motivo ha guidato questa scelta?
    Ho deciso di lasciare la Moldavia appena diventata maggiorenne. Ero una grande sognatrice e avevo deciso di partire alla scoperta di nuovi orizzonti e per poter dare un futuro migliore ai miei figli, (ho sempre sognato di diventare madre).

    Quali impatti positivi o sfide hai affrontato durante il tuo periodo trascorso a Milano?

    Milano mi ha dato tanto, mi ha insegnato a navigare e a resistere. A Milano ho fatto la modella per diversi anni. Lavorando con agenzie serie ho avuto l'opportunità di partecipare a progetti di rilievo. In questa città sono cresciuta caratterialmente e professionalmente. A Milano ho imparato e praticato meglio la lingua italiana ed ho iniziato a scrivere le mie prime poesie in italiano.

    Quali sono stati gli eventi che ti hanno portato a trasferirti in Svizzera? Cosa ti piace e non ti piace del luogo dove vivi?
    Decisamente l'evento più importante che mi ha portato a vivere in Svizzera è stato l’amore. Era poi un mio sogno nel cassetto vivere in un paese sicuro dove regna l'accordo tra persone provenienti da tanti diversi paesi. Della Svizzera mi piacciono molto la sua pulizia, il suo ordine e la sicurezza. Adoro i paesaggi, la flora e la fauna. Non mi piace a volte la mentalità provinciale della gente e vorrei che i giovani fossero più rispettosi.

    Quando hai composto la tua prima poesia? E quali motivazioni ti hanno spinto ad avvicinarti al mondo della poesia?
    Ho scritto la mia prima poesia all'età di dodici anni durante un concorso letterario. Passando la maggior parte del mio tempo libero all’aria aperta a leggere i grandi classici nazionali e internazionali, l'ispirazione non tardò ad arrivare.

    Ci sono stati eventi o momenti particolari nella tua vita che hanno influenzato la tua scrittura?
    Sì, un impatto molto significativo è stato l'avvicinamento affettivo alla mia maestra di Lingua e Letteratura.

    Potresti condividere quali sono state le tue fonti di ispirazione creative? Quali poeti, scrittori o artisti hanno influenzato il tuo lavoro?
    La prima e una delle più importanti influenze creative resta la mia fervida immaginazione. Le più grandi fonti d'ispirazione per le mie poesie sono stati A. Merini, O. Wilde, L. N. Tolstoj, M. Eminescu, V. Alexandri, G. Bacovia, V. Hugo, H. De Balzac e tanti altri.

    Come nasce la creazione di una tua nuova poesia? Segui un approccio specifico?
    La scrittura di una nuova poesia nasce in modo molto spontaneo e viene trasmessa dalla sfera emotiva. Senza approcci specifici, vengo guidata dalle mie emozioni e dal mio intelletto.

    Hai una poesia che riveste un significato speciale per te?
    Sì. "Un grido" e "Il quadro di foglie" hanno per me un significato speciale perché le ho scritte in seguito a una prova difficile che la vita mi ha riservato, durante la quale ho affrontato un pericolo vitale estremo.

    Hai un tema o soggetto che prediligi e che esplori spesso nelle tue poesie? Se sì, cosa ti attira?
    Sì. Il tema principale resta comunque l’amore per l’essere umano è per quello che lo circonda. Ovviamente in questo caso l’amore per l’intero Universo.

    Come bilanci la condivisione di esperienze personali nella tua poesia con il rispetto per la tua privacy (e per quella di coloro che ispirano le tue emozioni)?
    Diciamo che questo equilibrio nella mia poesia è mantenuto soprattutto grazie alla mia empatia e alla mia discrezione verso le persone che mi ispirano.

    Che ruolo gioca la vulnerabilità nella tua scrittura? Come fai a selezionare i momenti personali da condividere con i lettori?
    Non è sempre facile ammettere di essere vulnerabili, ma la vulnerabilità stessa è fondamentale per esprimere i sentimenti che rendono le poesie speciali. Siamo essere umani e quando esterniamo emozioni forti, in maniera diretta o indiretta, queste arrivano sempre al cuore dei lettori. Scelgo spesso un linguaggio letterario semplice e diretto per non dare difficoltà nella lettura. Non è stato facile decidere di pubblicare quello che scrivo, per questo sono spesso indecisa a scegliere cose personali da condividere.

    Da poetessa, t’immergi spesso in emozioni profonde come l'amore, il dolore e la solitudine. Come gestisci il tuo benessere emotivo e psicologico?
    Non c'è migliore cura per il mio benessere emotivo che scrivere e esternare emozioni profonde come sopra indicato, dove la metrica delle rime resta in simbiosi con i versi e il mio stato d'animo.

    Qual'è, a tuo parere, il ruolo della poesia in questa epoca caratterizzata dalla comunicazione digitale frenetica?
    È un vero dispiacere che con la digitalizzazione la poesia sia andata un po' a perdersi e le nuove generazioni non sembrano in grado di apprezzare a pieno il suo valore nell'educazione culturale. Occorre utilizzare meglio i nuovi strumenti tecnologici e trovare nuovi sistemi per riavvicinare i giovani alla poesia e alla letteratura in generale.

    Hai un progetto in corso d’opera o imminente di cui sei particolarmente entusiasta?
    Sì, la rivalutazione e la ristampa in uno stile più moderno e tecnologico del mio libro.

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    Comunemente chi entra in libreria o naviga su una piattaforma e-commerce per acquistare un libro tende a scegliere romanzi, narrativa o gialli mentre la sessione dedicata alla poesia il più delle volte viene trascurata. La poesia intimidisce, spesso è considerata una lettura ostica e non così accattivante come le storie contenute nei libri in testa alle classifiche di vendita.

    In realtà la poesia è una forma d’arte unica, in grado di regalare forti emozioni e di farci immergere in racconti fantastici. Avvicinarsi o riavvicinarsi alla poesia e innamorarsi dell’arte poetica è più facile di quel che si possa pensare. In questo post voglio condividere alcuni suggerimenti per incoraggiare a leggere e apprezzare meglio la poesia.

    La poesia è un linguaggio in musica
    L’autore e poeta inglese Lewis Carroll, famoso per aver scritto la novella per bambini Alice nel paese delle meraviglie, diceva che “i suoni prodotti dalle parole sono tanto importanti quanto i significati che hanno”. Infatti quando siamo di fronte ad un testo in rima più che leggerlo lo cantiamo, senza nemmeno renderci conto seguiamo il ritmo del suono delle parole.

    L'influenza della poesia nella cultura popolare è evidente soprattutto nei testi della musica Pop e Rap, in quest'ultimo caso gli artisti più che cantare parlano velocemente esprimendosi con un discorso ritmico su una base musicale.

    Riscopri i classici
    Vi ricordate quando da bambini ci facevano imparare le poesie in classe a memoria?

    Magari è difficile ricordare esattamente tutte le strofe della poesia ma sicuramente ci è rimasto impresso un ritornello che ancora oggi, ogni tanto, ci ronza nella testa.

    Personalmente io ho un vivido ricordo di due poesie: una è San Martino di Giosuè Carducci e l’altra è Déjeuner du matin di Jacques Prévert. Entrambe queste poesie sono semplici ed immediate, mentre le leggi la tua mente si libera e si lascia trasportare dai personaggi, dai luoghi e dall’atmosfera del racconto.

    Non preoccuparti troppo del significato della poesia
    Quando leggi poesie nel tempo libero non c'è bisogno di fare l’analisi del testo. Non preoccuparti se ti sfugge il significato di qualche parola, lascia che la lettura ti travolga, ascolta il suono delle parole, concentrati sui sentimenti che ti provoca. La poesia è simile a un dipinto, può racchiude vari concetti e anche ambiguità, spetta a te dare loro un significato e farle tue.

    Leggi a voce alta
    In genere le poesie sono relativamente corte pertanto puoi dedicargli un tempo maggiore rispetto alla lettura di un romanzo. Rileggi la poesia almeno due volte prima di passare alla lettura successiva. Prova a leggerla ad alta voce, ascolta il suono delle parole che arriva alle orecchie, e assapora i piaceri estetici della musicalità delle parole.

    Una poesia al giorno
    Il vantaggio di scegliere un volume di raccota di poesie, sia che siano dello stesso autore che di autori differenti, è che ogni poesia è un racconto a sé stante. Un libro di poesie non deve essere letto per forza dall’inizio alla fine seguendo la cronologia dell’indice, ma si può scegliere ogni giorno di leggere una poesia a caso.

    Dedicare un quarto d’ora al giorno alla lettura di un poema può essere visto come una forma di meditazione, una piccola coccola che dedichiamo a noi stessi. Le poesie ispirano, aiutano a pensare in modo creativo, focalizzano i nostri pensieri e accendono la nostra immaginazione.

    Guarda video di poesie
    Se sei una persona visiva e ti piace assaporare un racconto per immagini prova ad avvicinarti alla poesia tramite i video.

    Gianno Totti, poeta romano degli anni 80, è stato fra i precursori di questa tecnica con Poetronica, che indica la volontà di fusione tra diverse forme d’arte, in primis, poesia e video.
    “Ero un poeta, un semplice/ e ora sic et simpliciter / poetronico sarei, ma anche pittronico, / e scultronico, forse ormai teatronico / danzatronico e musicatronico” Gianni Toti

    Ascolta i podcast di poesie
    Con i podcast puoi incontrare la poesia in uno spazio più intimo. Ascoltare la poesia al posto di leggerla può abbattere alcune barriere che si potrebbero riscontrare nella lettura. Per chi non è abituato a leggere poesie, i podcast, soprattutto quelli che analizzano il testo, aiutano ad avvicinarsi a questo genere.
    Su Rai Playsound è possibile ascoltare Una poesia al giorno, 100 poesie in 10 settimane.
    Questo podcast a cura di Edoardo Melchiorri, oltre a spiegare la poesia, contestualizza anche il periodo storico in cui è stata scritta e fa un analisi dell’autore.

    Non tutte le poesie sono ostiche
    Per concludere ricorda che non tutte le poesie sono ostiche o di difficile comprensione. Il libro Mi descrivo un’emozione di Galina Negruta contiene 45 poesie musicali, ritmiche e di facile lettura. Questa serie di poesie sentimentali (come le definisce l’autrice) sono state scritte con un linguaggio, semplice e diretto, perfetto per chi ha voglia di sperimentare con un nuovo genere o vuole riscoprire il piacere di leggere un libro di poesie.

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    La poesia e la musica hanno tanto in comune, entrambe queste forme d'arte condividono molte somiglianze pur essendo uniche a modo loro.
    C'è spesso una forma di connessione fra le arti espressive, pensiamo ad esempio alla danza e alla performance o all’architettura e alla scultura, ma il legame unico che esiste fra poesia e musica, si tramanda da secoli.

    Canali per esprimere emozioni
    Sia la musica che la poesia sono spesso usate come sfogo per le emozioni, fornendo conforto nei momenti di difficoltà o di gioia. Chi legge poesie spesso acquisisce una migliore comprensione di se stesso, mentre la musica consente agli ascoltatori di fare emergere sentimenti profondi attraverso i testi o il tono della voce.

    Combinazione di suoni e silenzi
    Sia che si tratti dei silenzi tra le note musicali, o degli spazi tra le parole di una poesia, il silenzio è una parte importante di entrambe queste forme d'arte. Gli attori che recitano poesie davanti ad una platea inseriscono sempre lunghe pause dopo ogni frase. La poesia usa anche parole che non hanno suono, come "shhh!"


    Esistono diversi tipi di musica e di poesia
    Entrambe queste forme d’arte hanno al loro interno diversi generi. Ad esempio rock and roll, jazz, blues e hip hop sono alcuni dei diversi generi musicali, mentre il verso libero, l'haiku e i sonetti con rima sono tipi popolari di poesia.


    La musica e la poesia condividono temi simili come amore, abbandono ed esistenzialismo
    Questi temi sono così comuni in entrambe le forme d'arte che sono diventati quasi dei cliché. La musica e la poesia possono essere usate per esprimere felicità, tristezza, rabbia o qualsiasi altra emozione. Spesso sia poesia che musica affrontano l’ampio spettro di sentimenti che genera l’amore per una persona.


    Forme d’arte senza tempo
    Sia la musica che la poesia hanno il potere di connettere le persone nel tempo, rendendo il significato dei testi rilevanti anche quando la cultura e il contesto storico cambiano. Nonostante l'ampia varietà di tematiche affrontate sia dalla musica che dalla poesia esse mantengono il loro significato invariato nel corso della storia, un po'come succede con i libri classici.


    Musica e poesia pur mantenendo le loro unicità condividono una serie di somiglianze. Entrambe esistono da migliaia di anni, fornendo un mezzo per esprimere emozioni, sentimenti e idee astratte, come l'amore e l’abbandono. Sebbene esistano molti tipi diversi di musica e poesia, il rapporto tra queste forme d'arte rimane invariato poiché entrambe forniscono un modo per esprimersi.

    Galina Negruta, l’autrice del libro di poesie Mi descrivo un’emozione, ha utilizzato il canale espressivo della poesia per manifestare frustrazioni, amori, passioni e dolori mettendo parole in rima e donando musicalità ai suoi sentimenti. I testi raccolti in questo volume sono senza tempo e capaci di generare empatia nel lettore.

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    La fusione tra poesia e musica ha creato nuovi generi musicali come il punk poetico, il rap poetico e la jazz poetry.
    La fusione tra poesia e generi musicali è un terreno fertile per l'espressione artistica e l'innovazione. Negli ultimi decenni, sono emerse diverse forme d’esperimenti che hanno unito la parola poetica a generi come il punk, il rap e il jazz. Queste sperimentazioni hanno portato alla creazione di nuovi stili musicali che sfidano le convenzioni e offrono una nuova prospettiva sulla potenza della parola.

    Il punk poetico

    Il punk poetico è una forma di musica che combina l'energia ribelle del punk con la profondità delle parole poetiche. Le canzoni spesso affrontano tematiche sociali o politiche, trasmettendo un messaggio provocatorio attraverso testi ben strutturati e incisivi. Questa forma di espressione musicale ha radici nella cultura underground degli anni '70 ma continua ad evolversi oggi, influenzando molte band contemporanee.
    Lo Studio album di Patti Smith Horses del 1975 contiene una miscela di poesia e rock and roll senza precedenti - i The Doors c’erano arrivati per primi, nel 1967 - ma la forma che prese Patti Smith fu’ una vera rivoluzione.

    Il rap poetico
    Il rap poetico ha guadagnato popolarità negli ultimi decenni grazie all'influenza dell'hip-hop. In questa forma artistica, le parole vengono declamate in modo ritmico su basi musicalmente complesse. I testi spesso trattano tematiche di vita di strada socialmente rilevanti, con rime abili ed emozionalmente coinvolgenti.

    Il libro di Jay-Z del 2011, Decoded, racconta la storia del rap e dell'hip hop come poesia, forma d'arte e movimento. "Spero che attraverso questo libro i lettori capiscano che il rap è poesia", ha detto Jay-Z. “Non si sente mai paragonare i rapper ai più grandi scrittori di tutti i tempi. Solamente Bob Dylan viene definito un poeta, ma lo è anche Biggie Smalls.

    La jazz poetry
    La jazz poetry è una fusione affascinante tra poesia e improvvisazione jazzistica. In questo genere musicale, i poeti recitano i loro versetti accompagnati da strumentisti jazz che creano atmosfere sonore suggestive intorno alle parole pronunciate. La spontaneità del jazz si sposa con l'intensità delle parole poetiche, creando un'esperienza unica e coinvolgente per gli ascoltatori.

    La poesia
    La poesia L’ultimo bacio di Galina Negruta possiede un ritmo incantevole e una qualità lirica che si presta facilmente a essere trasformata in una canzone accattivante. La sua struttura melodica e le sue immagini possono essere perfettamente intrecciate in una composizione musicale, creando una potente esperienza emotiva per gli ascoltatori.

    L'ultimo bacio di Galina Negruta
    In conclusione
    In generale, queste sperimentazioni musicali con testo poetico offrono una nuova prospettiva sulla potenza delle parole e sulla capacità di influenzare le emozioni del pubblico. La fusione tra poesia e musica crea un connubio affascinante che può trascendere i confini dei generi tradizionali.

Work: Creating blog posts to promote Galina Negruta's debut book and poetry work. Lanuguage: Italian/English

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Client: CrescereBambini

  • Che cos’è il gioco euristico e perché dovresti usarlo con tuo figlio.


    Hai mai notato che spesso i bambini preferiscono giocare con la scatola del giocattolo piuttosto che con il giocattolo stesso? Ecco, questo è il gioco euristico.

    Cos'è il gioco euristico?
    Al giorno d’oggi i bambini sono circondati da giocattoli rumorosi e colorati, in plastica o legno e, sebbene siano utili per stimolare alcuni sensi, spesso non hanno le proprietà sensoriali ed euristiche (della ricerca) fondamentali per supportare il pensiero creativo e l'abilità di risolvere i problemi.

    Gioco euristico significa esplorazione sensoriale di "oggetti di uso quotidiano", qualsiasi cosa come dei chicchi di riso, una manciata di pasta di grano duro, un cucchiaio di legno, un pezzo di spago o un bastoncino raccolto in giardino. Il problema dei giocattoli ordinari è che hanno delle limitazioni, per esempio una macchinina è pensata per essere spostata avanti e indietro mentre il gioco euristico, con qualsiasi oggetto domestico, consente alla creatività del bambini di prendere il sopravvento. Quando il bambino scopre come l’oggetto può essere utilizzato stimola la creatività e l'immaginazione, tutte caratteristiche essenziali per l'apprendimento e lo sviluppo.

    Perché il gioco euristico fa bene ai bambini?


    1. Stimola la creatività e l'immaginazione.
    Il gioco euristico consente opportunità di gioco illimitate, dando ai bambini la possibilità di esplorare e imparare a svilupparsi in modo completamente naturale. Con gli oggetti euristici il bambino si fa guidare dall'immaginazione piuttosto di usare la memoria muscolare, che prende il sopravvento, quando sa che se preme un bottone il giocattolo emette un suono.

    2. Supporta le capacità motorie e lo sviluppo del cervello sia nei neonati che durante il periodo dell’infanzia.
    I neonati richiedono una varietà di esplorazioni sensoriali per supportare la crescita e lo sviluppo cognitivo. Il gioco euristico permette di farlo su una scala molto più ampia rispetto ai giocattoli tradizionali che, al contrario, potrebbero limitare la capacità di sviluppo.


    3. Stimola tutti i sensi e il pensiero critico.
    Quando un bambino preme un pulsante su un libro, impara che questa azione genera un suono e che quel suono corrisponde ad un particolare contesto che si trova in quella specifica pagina. Con il gioco euristico, i bambini imparano ad emettere suoni picchiano insieme oggetti diversi o sbattendoli contro un'altra superficie; a differenza del giocattolo, questo esercizio li porta a capire da soli il contesto: perché ha fatto questo suono? Cosa succederebbe se sbattessi questo oggetto con un altro oggetto? Tutte queste domande sorgono solo esplorando e sono quesiti preziosi che il bambino porterà con sé per il resto della sua vita; infatti questi sono i primi passi per lo sviluppo del pensiero critico e della capacità d’innovazione.

    4. Promuove l'apprendimento matematico precoce.
    Il tempo che il bambino trascorre esplorando oggetti, che variano in dimensioni, forma, peso e consistenza, aiuta l’apprendimento matematico. I giocattoli convenzionali non scaturiscono questo effetto, perché la necessità del bambino di esplorare diminuisce una volta che ha capito come funziona il giocattolo.

    5. Permette ai bambini di capire il mondo che li circonda e incoraggia l'indipendenza.

    Il mantra "i giocattoli che fanno di meno, in realtà fanno di più" è estremamente rilevante per il gioco euristico. Significa che gli oggetti di base e quotidiani, che consideriamo noiosi (o non giocattoli), offrono in realtà svariate possibilità di apprendimento per i nostri bambini. Mentre imparano a giocare, iniziano anche ad acquisire una comprensione del mondo che li circonda e, cosa ancora più importante, imparano che non hanno bisogno di molto per divertirsi da soli. È attraverso la manipolazione e l'esplorazione di questi oggetti che neonati e bambini piccoli iniziano a prendere le proprie decisioni e a svilupparsi come persone.

    Come posso incoraggiare il gioco euristico?
    Per aiutare a sostenere l'apprendimento e lo sviluppo di tuo figlio, tutto ciò che devi fare è fornirgli maggiori opportunità di scoperta. Prova ad usare il metodo scrigno del tesoro (liberamente ispirato dal lavoro di Elinor G.), riempi una scatola con oggetti euristici di diverse dimensioni e trame (es: scatole per uova, misurini, foglie, pigne, etcc.) e lascia che il bambino li scopra da solo, dandogli la libertà di scegliere ed esplorare gli oggetti senza offrirglieli. Ricorda di ruotare gli oggetti euristici di frequente per incoraggiare esperienze di apprendimento sempre nuove e diverse.

    Trenta minuti di gioco euristico al giorno sono sufficienti. Prima d’iniziare Lo scrigno del tesoro prepara l’ambiente; riponi gli altri giochi, spegni la TV e metti la stanza in ordine. Una volta che il bambino è soddisfatto del gioco euristico, chiudi lo scrigno e portalo via, in questo modo il bambino non si stancherà degli oggetti. Durante il gioco euristico i genitori devono osservare il bambino e non incoraggiarlo o distrarlo, Il bambino deve sentirsi libero di esplorare da solo seguendo il proprio ritmo.

    P.S. Naturalmente non stiamo dicendo che i giochi tradizionali non vanno bene o non sono adatti ai bambini, vogliamo solamente dare degli spunti che aiutino a sviluppare le capacità creative e sensoriali del bambino, il gioco euristico può essere praticato in concomitanza con l’utilizzo di giocattoli tradizionali.

  • Ecco il segreto per vivere una vita piena ed appagante.

    Da bambina adoravo disegnare, pastelli colorati e fogli bianchi erano sempre a portata di mano, disegnavo principalmente figurini di donne vestite di volta in volta con le mie creazioni. Ogni giorno trovavo un’ispirazione; una foto, una rivista patinata, la natura, i fiori e via dicendo. Mi ricordo che una volta ero rimasta folgorata dal vestito a forma di cigno indossato dalla cantante Bjork alla Notte degli Oscar del 2001, lo avevo replicato mille volte, come una forsennata, per poi riprodurre altri animali avvinghiati al corpo dei miei figurini.

    Disegnare era proprio la mia passione. Una volta la maestra di geografia ci aveva dato come compito a casa quello di disegnare i biomi terrestri; non ci potevo crede, nessuno mi aveva mai dato qualcosa da disegnare come compito a casa, (avevamo anche disegno come materia, ma il maestro di disegno non ci ha mai dato compiti a casa). Quel giorno non vedevo l’ora di arrivare a casa per iniziare a fare i compiti.

    Una sera, quasi al termine delle medie, mia madre mi chiamò per parlarmi del mio futuro educativo. Io avevo le idee chiare, sapevo che volevo fare il liceo artistico. Salta fuori che anche mia mamma aveva le idee chiare ed era determinata a indirizzarmi verso gli studi da perito chimico, perché con l’arte non avrei mai trovato un lavoro (secondo lei). Perito chimico?!? Ma dove me lo era andato a tirare fuori??

    Comunque, per fare una storia lunga breve, riluttante inizio il mio quinquennio da perito chimico, non mi ricordo altro che il grigio dei corridoi, il bianco dei camici, l’odore dei laboratori, la CHIMICA con tutte le sue formule; ero persa, non mi piaceva, non mi sentivo me stessa in quell’ambiente. All’ultimo anno di studi ho pensato di ribellarmi: ho deciso che mi sarei iscritta all'università. Quando annunciai la mia decisione in casa, tutti rimasero stupiti; non ero certo brillante a scuola, quindi non si aspettavano che volessi proseguire con gli studi.


    Ma il punto che volevo dimostrare era proprio questo: non avevo ottenuto buoni risultati da perito chimico, perché non mi piaceva la materia (con tutto il rispetto per i chimici che stanno leggendo); questo non voleva dire che non avessi l’amore per l’apprendimento e l’ambizione di fare meglio. Laureandomi mi sarei riscattata dagli anni frustranti da perito chimico, lo dovevo fare per me stessa.

    Con l'università sono rinata, ho iniziato a vivere fuori casa, ho conosciuto un sacco di studenti interessantissimi, ho aperto i miei orizzonti ed ho osato a pensare un po’ più in grande. Dopo il master ho intrapreso la carriera nel Corporate Marketing, niente a che fare con la mia passione del disegno, ma mi ha pagato le bollette, l'affitto e mi ha dato la possibilità di togliermi qualche sfizio. Nonostante abbia avuto un'ottima carriera spesso mi capita ancora di pensare; cosa sarebbe successo se avessi potuto studiare arte?...

    Quante volte negli uffici in giro per il mondo mi è capitato di incontrare colleghi alienati, frustrati, tristi e forse un po’ persi. Persone che sono state travolte dagli eventi, che forse non sapevano bene che strada prendere da grandi o che sono stati indirizzati verso un certo tipo di studio (e di conseguenza professione) da famiglie che, senza volerlo, li hanno fuorviati, convinti che non dovessero seguire le loro naturali inclinazioni, ma piuttosto la via del successo.

    Tutte queste persone, come me, vivono sempre con un filo di insoddisfazione perché stanno facendo qualcosa che non amano fino in fondo, che non li realizza appieno. La buona notizia è che la vita, grazie al cielo, ci dà sempre un sacco di possibilità, nuovi inizi, nuove opportunità. Non è mai troppo tardi per ricominciare dalle proprie passioni, qualunque esse siano, anche le più strambe, l’importante è che ci facciano sentire bene.


    Ken Robinson, nel suo bellissimo libro The Element, fra tanti esempi di persone che hanno trovato il loro elemento (passione) racconta anche la storia di Giulian, una bambina irrequieta, sempre distratta che non riusciva a concentrarsi e a stare ferma. Ad un certo punto, la scuola comunicò ai genitori che l’alunna aveva un problema di apprendimento ed avrebbe avuto bisogno di una scuola speciale; la mamma di Giulian si preoccupò molto, e, non sapendo cosa fare, portò la bambina da uno psicologo. Dopo tutte le raccomandazioni per fare la brava che le aveva fatto la mamma, Giulia entrò nell’ambulatorio dello psicologo e si sedette sulla sedia nascondendo le mani sotto le gambe perché sapeva che non sarebbe riuscita a tenerle ferme. Il medico parlò amabilmente con la madre di Giulian per una buona mezz'oretta senza mai rivolgere la parola alla bambina, ma osservando attentamente il suo comportamento. Ad un certo punto chiese a Giulian di andare nella sala d’aspetto ed aspettare un attimo che loro l’avrebbero raggiunta dopo qualche minuto; a questo punto lo psicologo accese la radio, pensando di non essere osservata la bambina iniziò subito a volteggiare con estrema grazia a ritmo di musica, mentre la bambina ballava le si illuminava il volto. A quel punto lo psicologo si rivolse alla madre e le disse “Signora Lynne, Giulian non e’ malata. E’ una ballerina. La iscriva a una scuola di danza”. Giulian diventerà prima ballerina della Royal Ballet School Company per poi produrre, insieme a Andrew Lloyd Webber musical di successo come Cats e Il fantasma dell’opera. A conferma che Giulian non aveva problemi di apprendimento, aveva solamente bisogno di essere se stessa.


    Per concludere voglio ricordare il commencement speech che Steve Job diede ai ragazzi dell'università di Stratford nel 2005; chi non si e’ sentito ispirato dal quell’augurio finale da brividi? Stay Hungry. Stay Foolish. Ma cosa intendeva S. Job con stay foolish? Non voleva forse dire di provare a mettere da parte il pensiero logico, alzare gli occhi al cielo, proiettarsi verso l’intero universo e guardare oltre le convenzioni sociali, per vedere infinite possibilità per noi stessi?

    Auguro a tutti i bambini di poter crescere in un ambiente che gli permetta di sviluppare le loro passioni, e agli adulti, di non dimenticare mai cosa li rendeva veramente felici quando erano bambini.

  • Fra i periodi sensitivi Montessori c'è il periodo dedicato all’ordine che parte dalla nascita, raggiunge il picco nel secondo anno di sviluppo e continua fino all'età di cinque anni.

    Secondo Maria Montessori Il periodo sensitivo dell’ordine insegna ai bambini a sviluppare la loro capacità di ragionamento, a organizzare le informazioni e a comprendere il loro ambiente. Questo periodo sensitivo è caratterizzato da un desiderio di coerenza e ripetizione, in cui i bambini bramano routine e struttura. Per supportare il delicato periodo dell'ordine, è importante stabilire regole di base, una routine solida e creare un ambiente organizzato in cui tutto abbia un posto.

    L’organizzazione dei giocattoli per mantenere la cameretta in ordine è quindi un aspetto importante del pensiero montessoriano, ma anche chi non segue il Metodo Montessori può trarre grande vantaggio da una organizzazione dei giocattoli efficiente e ragionata che consenta di mantenere i bambini felici e sereni durante le ore di gioco in casa, alleviando stress e frustrazione ai genitori.

    Quando i bambini si trovano in una stanza in disordine e piena di giochi sparsi per terra, nella maggior parte dei casi, iniziano a saltare freneticamente da un gioco all'altro senza interagire in maniera costruttiva e creativa con un particolare giocattolo. Il motivo di questo comportamento è da imputarsi ad una sensazione schiacciante di disordine che opprime i bambini impedendo loro di apprendere con il gioco e di liberare la fantasia.

    Per metterla in prospettiva, pensiamo se noi adulti dovessimo iniziare a leggere dieci libri contemporaneamente; che apprendimento potremmo trarre da questo tipo di lettura? Lo stesso vale per i bambini; cercare di interagire contemporaneamente con dieci giocattoli non può portare che ad un grande senso di frustrazione.

    I criteri di allestimento della cameretta ed i metodi per organizzare i giocattoli incoraggiano un ambiente sereno e costruttivo per i bambini e alleviano lo stress dei genitori.

    Come organizzare i giocattoli dei bambini

    Prima di tutto ricordiamoci che come noi adulti lavoriamo meglio in un ambiente ordinato, anche ai bambini piace l'ordine. Giocare in una stanza ordinata infatti facilita la concentrazione e l'apprendimento dei bambini.

    Il riordino dopo il gioco deve essere parte integrante dell'attività dei piccoli. È importante insegnare ai bambini l'abitudine a riordinare i giochi dopo averli usati, liberando lo spazio per intraprendere nuove attività.

    Individuate il posto preciso per ogni gioco. Organizzare i giocattoli dei bambini è importante perché li aiuta ad avere le idee chiare su dove riporre le cose e su come trovarle facilmente.

    Tenete la maggior parte dei giochi in un ripostiglio nascosto, e mettete alla portata dei bambini solamente pochi giochi. Questo metodo aiuta i bambini a non entrare in confusione, a giocare in maniera indipendente e più a lungo.

    Come vedremo nel paragrafo successivo, la rotazione dei giochi è un metodo efficace per tenere alto il livello di attenzione dei bambini ed evitare che si annoino.

    Tutti i vantaggi della rotazione dei giocattoli

    Non è necessario avere tutti i giochi disponibili in casa sempre presenti, il concetto della rotazione è quello di tenere a portata di mano solamente pochi giochi per volta, riponendo il resto in un armadio fuori dalla portata dei figli. I giocattoli possono essere ruotati ogni settimana o ogni mese a seconda delle esigenze dei bambini. Ecco i principali vantaggi della rotazione:

    Meno giocattoli disponibili vuol dire meno disordine. Non avere costantemente giocattoli sparsi per casa ci aiuta a rimanere calmi e ad essere dei genitori migliori.

    Riordinare la casa quando si usano meno giocattoli è più facile e veloce.

    Ridurre il numero dei giocattoli aumenta la capacità di concentrazione dei bambini. Quando hanno pochi giochi fra cui scegliere, i bambini riescono a giocare in un modo più indipendente e creativo.

    La rotazione e l'organizzazione dei giocattoli dà la possibilità di eliminare volta per volta i giocattoli rotti o non più adatti all'età dei bambini.

    Ruotando i giochi si incoraggia il bambino a sviluppare il senso di riconoscenza per quello che si ha giorno per giorno, al posto di dare per scontato l'accesso indiscriminato ad ogni tipo di giocattolo.

    Tutte le volte che inseriamo un nuovo gioco nella rotazione, il bambino ha un effetto “novità” che contribuisce a mantenere sotto controllo la noia e quindi i capricci.

    Fratellini e amichetti tendono a giocare insieme più facilmente quando la scelta dei giochi è limitata.

    Il concetto di rotazione non vale solo per i giocattoli, ma anche per i libri.

    Se i bambini sono già grandicelli li si può coinvolgere nell'organizzare i giocattoli facendo scegliere loro i giochi da usare di volta in volta.

    Alternare i giochi aiuta a risparmiare soldi. I bambini hanno sempre bisogno di novità e introdurre nuovi giochi con la rotazione è più economico ed etico che comprare nuovi giocattoli ogni mese.

    Consiglio bonus

    Per mantenere alto l’interesse dei bambini, organizzate i giocattoli a seconda della stagioni e delle attività ricreative. Preparate delle scatole che contengono giochi a tema come per esempio: Halloween, Carnevale, Natale, Pasqua, montagna, mare, etc.

  • 10 cose da Fare e Non Fare per crescere bambini bilingue.

    Tutti i genitori che cercano di esporre i propri figli alle lingue straniere sanno che a volte il processo può essere frustrante. Tuttavia, i vantaggi del bilinguismo superano di gran lunga le difficoltà che si possono incontrare lungo il percorso.

    Ecco 10 cose da fare e da non fare per genitori che allevano figli bilingue o multilingue:

    #1 Parla una seconda lingua
    FARE: Parla a tuo figlio anche con una seconda lingua.
    NON FARE: Non preoccuparti se la tua pronuncia della seconda lingua non è perfetta.


    #2 Non è mai troppo tardi

    FARE: Esponi il bambino ad una seconda lingua il prima possibile.
    NON FARE: Non pensare mai che sia troppo tardi per insegnare una lingua straniera al bambino.


    #3 Obbiettivi realistici
    FARE: Stabilisci degli obiettivi realistici per lo sviluppo linguistico del tuo bambino.
    NON FARE: Non paragonare tuo figlio/a ad altri bambini che parlano solo una lingua.


    #4 Utilizza i media e internet

    FARE: Utilizza televisione, radio, musica, audiolibri, internet e tutto ciò che la tecnologia offre per aiutare tuo figlio ad imparare la lingua straniera.
    NON FARE: Non pensare che i bambini imparino una lingua straniera solamente guardando la televisione.


    #5 Leggi
    FARE: Leggi al bambino ogni giorno qualche libro nella seconda lingua.
    NON FARE: Quando i bambini imparano a leggere lascia che siano loro a leggere i libri nella lingua straniera.


    #6 Viaggia
    FARE: Viaggia con il bambino nel luogo di origine della lingua minoritaria. Farlo immergere pienamente nella cultura è un ottimo modo per tenere alto il livello d’interesse.
    NON FARE: Non pensare che non si possa esplorare il mondo stando comodamente nella propria cameretta.


    #7 Divertiti
    FARE: Rendi l’apprendimento della seconda lingua il più divertente possibile.
    NON FARE: Non rendere lo studio della seconda lingua un momento di stress per il bambino.


    #8 Chiedi aiuto
    FARE: Chiedi supporto a dei professionisti, se vedi che non riesci a insegnare la una lingua straniera a tuo figlio.
    NON FARE: Non pensare di essere un fallimento se non riesci ad insegnare una lingua straniera.


    #9 Correggi se necessario
    FARE: Correggi il bambino se sbaglia, quando parla la seconda lingua.
    NON FARE: Non correggere il bambino tutte le volte che cerca di parlare nella la seconda lingua, o almeno aspetta che abbia finito di pronunciare tutta la frase.

    #10 Gruppi di gioco
    FARE: Inserisci il bambino in gruppi di gioco e/o cerca degli amichetti che parlino la sua seconda lingua.
    NON FARE: Non lasciare che il bambino interagisca solo con amichetti che parlano la sua lingua madre, ogni tanto cerca di inserirlo in un contesto multiculturale dove ci sono altri bambini bilingue o multilingue.

Work: Producing informative and captivating blog post for CrescereBambini a family and lifestyle platform.

Language: Italian

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